« Negli anni in cui giravo i documentari venni più volte in contatto con
gruppi di tossicodipendenti. La droga pesante, l'eroina, dilagava,
soprattutto nei grandi centri. Quando incontrai Guido Blumir (sociologo
che mi aiutò nella stesura della sceneggiatura del film), che aveva
appena scritto un best seller intitolato "Eroina", gli proposi di fare
un film partendo da una domanda semplice: perché mai tanta gente si
faceva? La risposta la trovavo in un fatto altrettanto semplice: perché è
piacevole! Cercammo anche, proprio in questa prospettiva, di mostrare i
lati "comici" o grotteschi del consumo della sostanza, pur nella
drammaticità delle situazioni. »
Intervista al regista
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